La chiesa di San Girolamo della Carità è un luogo di culto cattolico di Roma, situato nel rione Regola, in via di Monserrato, non lontano da Palazzo Farnese. Oggi funge anche da Cappella della Biblioteca della Pontificia Università della Santa Croce.

La Chiesa

Storia e opere d'arte

 

Nel 382 papa Damaso chiamò a Roma Girolamo per affidargli la traduzione, l'interpretazione ed il commento della Bibbia e per averne l'aiuto, insieme con quello del Vescovo di Milano Ambrogio, per combattere ed eliminare l'arianesimo, eresia che minacciava seriamente il cattolicesimo che in quel tempo andava diffondendosi e rafforzandosi. Girolamo, giunto dall'oriente, andò  ad abitare nella casa della matrona Paola che si dice sorgesse sull'area dell'attuale complesso ecclesiale. 

Dal XVI secolo in poi, le vicissitudini della chiesa sono strettamente legate a quelle dell'Arciconfraternita della Carità nei cui documenti d'archivio è scritta la storia di una benemerita istituzione e con essa quella degli interventi sulla chiesa.

Inoltre il complesso edilizio di S. Girolamo è da quell'epoca anche strettamente legato alla vicenda umana e spirituale in Roma di un grande santo, Filippo Neri, che vi ha abitato per ben trentatré anni.

Fondata, secondo la leggenda, nel IV secolo sull'area della casa che aveva ospitato San Girolamo, la chiesa fu ricostruita verso il1654 da Domenico Castelli. Nel convento adiacente aveva abitato, tra il 1551 e il 1583San Filippo Neri. Egli fondò per primo l'oratorio.​
 

Ricca di opere artistiche, la facciata è opera di Carlo Rainaldi (1660). L'interno è a navata unica, coperta da un ricco soffitto ligneo intagliato.
La prima cappella a destra è la Cappella Spada, opera di Virgilio Spada, realizzata con la collaborazione di Francesco Borromini, decorata da un ricco rivestimento di diaspro e marmi preziosi, che simulano un apparato funebre, con ovali con busti di antenati e una ghirlanda di bronzo che incornicia un prezioso dipinto del XV secolo.

Sull'altare maggiore, disegnato da Carlo Rainaldi, è collocata una copia dell'Ultima comunione di San Girolamo del Domenichino, oggi alla Pinacoteca Vaticana, realizzata sull'esempio del celebre dipinto di Agostino Carracci. Tra le altre cose notevoli si segnala la cappella Antamoro (1708), unica opera romana di Filippo Juvarra, ornata dalla statua marmorea di San Filippo Neri di Pierre Legros.

L'attività musicale nei secoli XVI - XIX

Particolare della Cappella Spada

L’Arciconfraternita della Carità, istituita nel 1524 presso la chiesa di S. Girolamo con lo scopo principale di assistere gli infermi e i carcerati, già nel 1548 stipendiava regolarmente un organista e vari “musici”, cioè cantori. Pochi anni dopo in questa chiesa S. Filippo Neri, uno dei principali artefici della rinascita religiosa della Roma cinquecentesca, avviò i suoi esercizi spirituali, che presero il nome di “oratorio” in quanto si tenevano in alcuni locali posti sopra alla navata. Per circa tre secoli l’attività musicale a S. Girolamo si svolse dunque in un duplice ambito: il servizio liturgico in chiesa e le musiche per gli esercizi dell’oratorio.

La musica era prevista fin dagli inizi nell’oratorio, tanto che già nel 1563 fu pubblicata la prima raccolta di laudi in volgare “per consolatione et a requisitione di molte persone spirituali, et devote, tanto religiosi, quanto secolari” ad opera del compositore Giovanni Animuccia, fiorentino di nascita come S. Filippo, tra i suoi primi seguaci e suo grande amico, nonché successore del Palestrina alla cappella Giulia in S. Pietro.

Per una cappella musicale stabile a S. Girolamo bisogna però attendere fino al 1640 circa, quando vari lasciti testamentari offrirono un sostegno sia alle musiche per le funzioni liturgiche sia alle musiche per l’oratorio. Queste ultime si tenevano ogni anno nella “stagione” da Ognissanti a Pasqua e vedevano la presenza di vari cantori e strumentisti, anche provenienti dalle altre cappelle romane quali quelle in S. Pietro, S. Maria Maggiore, S. Luigi dei Francesi, S. Maria in Trastevere, S. Apollinare.

Dalla metà del ‘600 in poi l’attività musicale sia della chiesa sia dell’oratorio è fiorente e affidata a maestri di cappella di buona rinomanza, tra i quali Alessandro Scarlatti. Per le musiche straordinarie delle feste di S. Girolamo e S. Filippo e per l’esposizione delle Quarant’ore presero parte, oltre ai cantori al servizio della chiesa, anche alcuni dei più celebri cantori ed esecutori dell’epoca tra i quali Arcangelo Corelli. La regolare stagione oratoriale ebbe inoltre l’appoggio di nobili e cardinali e verso la fine del ‘600 giunse a dominare il repertorio musicale a Roma, tanto che i documenti d’archivio attestano fino a 42 oratori per stagione. Tuttavia, al momento si sono reperiti solo pochissimi testi di oratori sicuramente eseguiti in quel periodo a S. Girolamo.

Nel ‘700 le esecuzioni di oratori “nuovi”, cioè appositamente composti per le varie occasioni, andarono diminuendo, mentre il numero complessivo delle esecuzioni era probabilmente di una trentina di oratori negli anni ’80, analogamente a quanto avveniva alla Chiesa Nuova. Non è chiaro tuttavia se l’Arciconfraternita abbia mantenuto per tutto il secolo una cappella regolarmente stipendiata. È anzi più probabile che si trattasse di una cappella che si riuniva in occasione delle sole festività peculiari. Verso la fine del secolo, venendo meno il necessario sostegno economico, la stagione oratoriale si ridusse ad una sola esecuzione annuale.

Con la parentesi dell’occupazione francese del 1798 l’Arciconfraternita venne sciolta, per poi ritornare in attività dopo due anni. L’attività musicale riprese ma in forma ridotta e in maniera sempre più sporadica, non essendo più sufficienti le disposizioni testamentarie legate all’oratorio. L’ultimo oratorio, di una quindicina che si ebbero da inizio secolo, fu eseguito a S. Girolamo nel 1866: pochi anni dopo, dati i sopraggiunti motivi politici del 1870, l’attività musicale oratoriale ebbe termine.

Tratto da: E. Simi Bonini, Il fondo musicale dell’Arciconfraternita di S. Girolamo della Carità, Cataloghi di Fondi musicali italiani, n. 15, Quaderni della Rassegna degli Archivi di Stato, 69 (1992).

© 2016   -   Chiesa San Girolamo della Carità Via Monserrato, 62/a - 00186 Roma

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